ArturA – Arte & naturA

Sostenibilità: cambiare si può

DECORO URBANO: PARCO DI TOR TRE TESTE L’8 NOVEMBRE

Continuano le giornate del Decoro Urbano. Questo è l’ultimo appuntamento per il 2009 vi aspettiamo come sempre numerosi!

decoro tor tre teste

novembre 2, 2009 Posted by | Eventi/Iniziative | , , | Lascia un commento

Continua il “Decoro Urbano”: 20 settembre Parco del Labaro, Roma

decoro ultimo

settembre 16, 2009 Posted by | Eventi/Iniziative | , , , | Lascia un commento

La Regione Lazio approva il piano casa “sostenibile”

di Francesco Paolo Pellegrino

lazioIl 16 luglio scorso è stato approvato dalla giunta della Regione Lazio il piano casa, ora il provvedimento passa al consiglio per l’approvazione definitiva. I 23 articoli della legge vogliono essere, secondo quanto ha affermato lo stesso presidente Piero Marrazzo, un manifesto di strategia politica basato sulla sostenibilità ambientale, le energie rinnovabili e l’housing sociale. Ma andando nello specifico, le norme consentono agli edifici monofamiliare o plurifamiliari, non ricadenti in aree vincolate o nei centri storici, un ampliamento delle cubature del 20%, per un limite massimo di 200 mc e soltanto in orizzontale. Se, invece, si demolisce e ricostruisce un fabbricato fatiscente o comunque degradato, la cubatura in fase di ricostruzione può essere aumentata del 35%. La percentuale arriva sino al 50% se si demolisce un manufatto situato in una zona di valore naturalistico e paesaggistico come le coste ed i parchi, ricostruendo ovviamente in altra zona. Per la riqualificazione delle zone periferiche e disomogenee, il premio cubatura è del 40%. Queste norme dovrebbero facilitare anche operazioni di “housing sociale”, in quanto l’Ater potrebbe demolire e ricostruire, aumentando le cubature e ricavando, quindi, un maggior numero di alloggi. Come afferma l’assessore alla casa, Mario Di Carlo, verrà costituito un albo al quale potranno iscriversi operatori sia pubblici sia privati che però accettino le regole dell’housing sociale. L’obiettivo è di realizzare degli alloggi secondo i criteri della bioedilizia da affittare a canoni “sociali” cioè calmierati. Se l’inquilino vorrà potrà riscattare l’alloggio trasformando l’affitto in rata di mutuo, facilitato in questo da un protocollo di intesa che la regione dovrebbe stipulare con le principali banche. La legge, insomma, dovrebbe essere un volano di ripresa per l’economia laziale anche grazie ad una semplificazione delle procedure amministrative, ma ci sono alcuni punti critici: gli ampliamenti solo in orizzontale e sino ad un massimo di 200 mc sicuramente incideranno nella perdita di verde e molti quartieri costituiti da edifici a villette vedranno ridotti i propri giardini, con una chiara incidenza sulla già pessima qualità dell’aria; Bene la riqualificazione delle periferie degradate, ma anche li non sarà facile trovare dei suoli in cui è possibile ampliare del 40% visto che oramai l’intero anello esterno degli agglomerati cittadini appare ormai saturo.

luglio 19, 2009 Posted by | architettura sostenibile, Casa "Verde" | , , | Lascia un commento

Al Parco del Pineto il 14 giugno, continuano le giornate del Decoro Urbano!

decoro

giugno 11, 2009 Posted by | ambiente ecologia, Eventi/Iniziative | , , , | Lascia un commento

La marcia impazzita dei pinguini di Magellano

di Francesco Paolo Pellegrino

pinguiniQualcosa di anomalo sta succedendo negli ultimi anni in Patagonia, estremo lembo dell’Argentina.
Una delle più grandi colonie al mondo di pinguini, duecento mila coppie, è in pericolo di estinzione.
 I pinguini si muovono in mare per cercare pesci e crostacei di cui nutrirsi, e per questo hanno immagazzinato in memoria, nel corso degli anni, delle rotte oceaniche ricche di cibo.
Negli ultimi decenni, però, il surriscaldamento della temperatura dell’oceano, oltre che l’aumento di barche da pesca, ha contribuito notevolmente alla diminuzione di calamari e acciughe, vere prelibatezze per i pinguini.
E’ cosi che gli ovipari perdono la strada e per cercare cibo arrivano sino alle coste del Brasile, in prossimità di San Paolo, ma poi non riescono più a tornare indietro perché perdono la strada.
Sempre più grande è il numero dei pinguini che arrivano sulle coste brasiliane e nel 2008 si è registrato un numero di seicento unità.
C’è da dire che la perdita di rotta dei pinguini è un fenomeno naturale  che si è sempre registrato, e che contribuiva alla selezione naturale della specie, ma ultimamente si è osservato un notevole aumento degli esemplari dispersi ed in grave stato di salute.
I pinguini recuperati in Brasile, come osserva l’oceanografo Hugo Gallo Neto, presentano nel proprio stomaco materiali non digeribili come plastica, mozziconi di sigarette, carta.
Alcuni esemplari vengono curati e rimessi in forma, liberati in punti adatti dell’oceano in modo da permettere loro di sfruttare la corrente per tornare a casa, non tutti però ce la fanno.
Come osserva giustamente la studiosa statunitense P. Dee Boersma i pinguini sono animali molto intelligenti, estremamente fedeli al partner e con un forte attaccamento ai i figli e al proprio gruppo, capaci di morire pur di difendere uno di loro, insomma un esempio anche per l’uomo contemporaneo.

maggio 22, 2009 Posted by | ANIMALI | , , , | Lascia un commento

MATTANZA DI DELFINI…SARA’ VERO?

MA SECONDO VOI E’ NORMALE??? INUTILE AGGIUNGERE PAROLE…IL TUTTO SUCCEDE NELLA “CIVILISSIMA” DANIMARCA…SENZA PAROLE

 

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maggio 20, 2009 Posted by | Uncategorized | 1 commento

Un giovedì vegetariano..a Gand si può!

nieuws_0127 In Belgio, in particolare nella città di Gand, per un giorno a settimana si mangerà vegetariano! Certo ci sarà chi storce il naso, ma intanto gli amministratori locali e le istituzioni si sono prese questo impegno..e a settembre il progetto partirà nelle scuole..

L’inizitiva, promossa da un consigliere comunale insieme all’Associazione EVA raccoglie l’appello dell’Onu e della Fao di ridurre il consumo di carne per almeno un giorno alla settimana, si pone l’obiettivo di diminuire le emissioni di gas inquinanti causate per il 18% dagli allevamenti di bestiame.

BRAVI! E se lo proponessimo anche noi…Che ne dite? 🙂

A proposito questa sera alle 21.30 su Raitre Report si occupa di “CARNE”.. di cosa parla? Leggete un pò, (la riprendo dal loro sito www.report.rai.it): 

“In Italia siamo 60 milioni di abitanti e consumiamo circa un centinaio di chili di carne a testa, per lo più come in Europa e negli Stati Uniti. E così per soddisfare i nostri appetiti macelliamo circa 500 milioni di polli all’anno, 4 milioni di bovini e 13 milioni di suini, ma siccome non ci bastano il resto lo importiamo. Ma sul pianeta Terra viviamo in 6 miliardi e mezzo e già adesso in molti muoiono di fame, altri che la carne la vorrebbero ma non possono permettersela. Tra qualche anno diventeremo 10 miliardi, si potrà produrre carne per tutti? C’è chi dice che sarebbe il suicidio del pianeta. Fao, Onu, Ipcc avvertono che il 18% dei gas serra che alimentano i cambiamenti climatici sono frutto degli allevamenti, che battono tutte le altre attività umane, comprese le emissioni dell’intero parco auto del pianeta. Per produrre un chilo di carne di bovino si consumano 15.000 litri di acqua e cereali per dieci volte il peso dell’intero animale – cereali che potrebbero sfamare molte più persone – Non basta. Più della metà degli antibiotici prodotti sono usati per uso zootecnico. Le malattie negli allevamenti intensivi aumentano, ma poi aumentano anche ceppi di batteri resistenti agli antibiotici e le malattie umane da benessere come le patologie coronariche, il diabete, l’ obesità che derivano anche da eccessivo consumo di alimenti animali. Senza contare il problema della montagna di liquami ed escrementi che inquinano le acque e non sappiamo più dove mettere. Il paradosso è che più si produce carne a basso costo, grazie a questo modello di allevamento industrializzato, e più aumentano i costi per l’ambiente, e l’agricoltura è la prima vittima di un paradigma economico che non regge più. Eppure le soluzioni ci sarebbero, andrebbero però attuate subito, prima che sia troppo tardi”.

da non perdere!

maggio 17, 2009 Posted by | Alimentazione veg(etari)ana, stili di vita | , , | 1 commento

IL MITICO SNACK MARS E’ DIVENTATO EQUO E SOSTENIBILE..

Shapiro, ex agricoltore, è confluito con la sua azienda nella multinazionale convincendola a garantire i coltivatori del Terzo Mondo e la qualità del prodotto


FONTE REPUBBLICA 8 maggio 2009 articolo di ENRICO FRANCESCHINI

marsLONDRA – Qualcuno la chiama Barbabianca, come se fosse una versione positiva e bonaria dei vari Barbablù e Barbanera delle fiabe. Qualcun altro lo scambia per un santone indiano, un istruttore di yoga o semplicemente un ex hippy che crede ancora di essere negli anni Sessanta. L’ultima definizione è parzialmente azzeccata: perché Howard-Yana Shapiro, americano di 61 anni, è davvero un ex figlio dei fiori, un “radical”, come si dice negli Usa, un ex contestatore, come diremmo noi, che non ha perso la voglia di lottare per un mondo migliore. Ma non vive più negli anni Sessanta. E ha capito che negli anni Duemila le lotte per migliorare il mondo si combattono in un altro modo.

Due decenni or sono, Shapiro ha fondato “Seeds for change” (Semi per il cambiamento), una piccola azienda di produzione e informazione su cibo organico, agricoltura sostenibile, difesa dell’ambiente. Vendevano sementi per l’agricoltura biologica. Gli affari andavano bene, la ditta è cresciuta, il fondatore era contento. Poi, un giorno del 1997, arrivò un’offerta inattesa: la Mars, gigante dell’alimentazione mondiale, la compagnia nota per le barrette di cioccolato al caramello dallo stesso nome e per un’infinità di altri prodotti, voleva acquistare “Seeds for change”. Continua a leggere

maggio 8, 2009 Posted by | ambiente ecologia, Equo & Eco | | 1 commento

SEI VEGETARIANO?

maggio 3, 2009 Posted by | Alimentazione veg(etari)ana | , , | Lascia un commento

PRIMO MAGGIO, SOSTENIBILE!

chitarraverdeLa musica deve comunicare comportamenti responsabili e sostenibili”
di CRISTINA NADOTTI da REPUBBLICA.IT

Nel parco di Monserrato, teatro di tante proteste ecologiste, uno spettacolo alimentato esclusivamente da pannelli fotovoltaici

Un parco cittadino storico per le proteste ambientaliste, una regione che si sente minacciata dal ritorno delle centrali nucleari: in Sardegna la musica del Primo maggio sceglie l’energia pulita. Con un’inziativa che ha pochi precedenti in Italia e nessuno nell’isola, sono stati solo i pannelli fotovoltaici ad alimentare altoparlanti, mixer, strumenti e luci del palco sul quale, oggi a Sassari dalle 15 alle 18, si è tenuto il concerto per la Festa dei lavoratori, uno spettacolo che si è caricato di valori simbolici in un momento difficile per l’isola.
I sindacati valutano il tasso di disoccupazione intorno al 24 per cento, gli interventi del governo per le opere pubbliche hanno ignorato la Sardegna e anche il trasferimento del G8 da La Maddalena a L’Aquila ha lasciato l’amaro in bocca a chi sperava in un’occasione di rilancio economico. “Si è di fronte a un vero e proprio dramma sociale, che ha profonde e decisive ripercussioni su tutti gli aspetti della vita economica, sociale e istituzionale della Sardegna”, ha detto ieri il segretario regionale della Cisl, Mario Medde, nel parlare della situazione dell’isola. “Ecco perché le manifestazioni del Primo maggio non possono ridursi solo a una celebrazione, ma devono servire a proporre idee e soluzioni”, hanno commentato gli organizzatori del concerto a energia pulita.

“Il concerto ha voluto dimostrare che eventi di solito ‘grandi consumatori’ di energia possano essere realizzati con il minimo impatto per l’ambiente – spiega Gianluigi Dettori, direttore artistico e promotore della manifestazione – il linguaggio musicale, soprattutto in occasioni come questa del Primo maggio, deve diventare un mezzo per comunicare comportamenti responsabili e sostenibili. Sassari e la Sardegna, a dispetto della loro marginalità geografica, hanno una vivacità culturale ed artistica che le caratterizza come luogo di sperimentazione: il concerto è servito come esempio di utilizzo e promozione delle energie rinnovabili in campo artistico-culturale”.

“I pannelli fotovoltaici non sono serviti soltanto ad alimentare il concerto – sottolinea Dettori – ma sono stati protagonisti sul palco insieme agli artisti. Non hanno fornito soltanto alimentazione elettrica, sono stati catalizzatori e propulsori per pensare in modo diverso, anche nel fare musica”.

Sassari non ha smentito la sua fama di città curiosa: fin dall’ora di pranzo la gente ha affollato il parco, concedendosi un pic nic prima di assistere al concerto. In una giornata di sole splendente, la manifestazione di Monserrato è riuscita a battere anche la concorrenza delle spiagge e la tradizione per la quale proprio il Primo maggio si inaugura la stagione dei bagni. C’era tanta gente sotto il palco, su cui spiccavano i pannelli solari, circa trecento persone di tutte le età che con la loro presenza hanno confermato anche l’importanza della cornice dell’evento.

Il luogo scelto per il concerto ha infatti una storia in fatto di battaglie per l’ambiente. Il Parco di Monserrato è una delle poche aree verdi di Sassari, una tenuta di grande valore naturalistico e architettonico per la varietà di piante e per gli stili degli edifici che ospita. Dal secondo Dopoguerra fino agli anni Novanta, quando si cominciò a parlare del suo restauro, il parco fu lasciato in stato di semiabbandono, ma fu teatro, specie negli anni ’70, di battaglie per la sua apertura ai cittadini.

“Il concerto è stato completamente alimentato da pannelli fotovoltaici di ultima generazione ad emissione zero – spiega Dettori – non possiamo fregiarci, per questa prima edizione, dell’etichetta di concerto a totale impatto zero, ma di fatto le emissioni provenienti dai camion per il trasporto degli strumenti sono state azzerate dall’energia pulita che abbiamo regalato alla rete cittadina. I pannelli hanno prodotto infatti più di quanto abbiamo consumato”.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Libera X, è iniziata alle 15 e ha visto l’esibizione di tre gruppi di generi diversi, accompagnati da una serie di letture sui temi dello sviluppo sostenibile. Ad aprire il concerto sono stati gli A 58, formazione elettro-jazz-rock progressive o, come si autodefiniscono ‘progetto di musica elettronica soggetto a continui cambiamenti, mutamenti di forma e sostanza!’. Il gruppo è un riuscito incontro tra sonorità dell’area progressive, suggestioni tra Kraftwerk e Portishead e richiami trip-hop. Poi è stata la volta del pugliese Sandro Corsi, vero “one man band” del blues italiano, che ha presentato il suo ultimo lavoro “Rolling my Life”, viaggio musicale lungo la vita e le emozioni con voce, slide guitar, armonica, banjo e percussioni. Corsi è anche autore delle musiche del film ‘Focaccia Blues’ diretto da Nico Cirasola con Dante Marmone, Renzo Arbore e di Lino Banfi uscito nelle sale in questi giorni. Per chiudere jazz e improvvisazione free, filo conduttore delle musiche del quartetto Favata-Peghin-Dettori-Baldinu. Il sassofonista Enzo Favata, uno tra i più attivi e conosciuti musicisti sardi nel panorama italiano e internazionale, con il chitarrista eclettico Marcello Peghin, il bassista free-funky Gianluigi Dettori e il batterista d’avanguardia Antonio Baldinu ha dato vita a un progetto musicale che si è spinto nei territori della sperimentazione. Le musiche di diversa provenienza geografica e le esperienze artistiche dei quattro musicisti sardi si sono incontrate in un affresco sonoro contemporaneo.

(1 maggio 2009) FONTE: Repubblica.it

maggio 2, 2009 Posted by | ambiente ecologia, Cultura | | Lascia un commento