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Sostenibilità: cambiare si può

Meno carne per tutti…e il pianeta si salva!

Tutti preoccupati per il riscaldamento globale. In molti si chiedono cosa possono fare per combattere il cambiamento climatico in atto. Un’azione semplice, non troppo impegnativa per il singolo. Magari conciliabile con la propria vita quotidiana, non costosa, non faticosa, non intellettualmente stressante… pensate che non ci sia??? E invece è semplicissimo. Evitare una volta alla settimana la carne, anche se evitarla completamente sarebbe meglio!!
Eh si è così semplice contribuire a salvare il pianeta… e la risposta viene da un premio nobel il dott. Pachauri, presidente del Panel internazionale sul cambiamento climatico (Ipcc), la commissione Onu premiata lo scorso anno con il Premio Nobel per la Pace, insieme all’ex vice presidente americano Al Gore.
Ecco qui l’articolo di Repubblica

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settembre 8, 2008 Posted by | Alimentazione veg(etari)ana, ambiente ecologia, Cambiamento climatico | , , , | 2 commenti

Torniamo dalla vacanze..

Siamo tornati dalla vacanze e abbiamo appena visto la notizia degli orsi polari che non riescono a trovare un posto per riposarsi.. La causa è il riscaldamento globale che assotiglia eccessivamente le lastre di ghiaccio..e gli orsi polari sono in pericolo. Una brutta storia..

settembre 1, 2008 Posted by | ANIMALI, Cambiamento climatico | , , | 1 commento

“Kyoto sparisce dal Dpef. Rischio multe per 2,5 miliardi”

Nemmeno una citazione del “protocollo” sul riscaldamento globale
sul Documento di programmazione economica e finanziaria

di ANTONIO CIANCIULLO
dalla Repubblica del 10 luglio 2007

ROMA – Desaparecido. Non c’è traccia del protocollo di Kyoto nelle 56 pagine del Documento di programmazione economica. Le preoccupazioni legate al global warming che, sia pure con scarso successo, sono state al centro del G8 in Giappone vengono ignorate nell’atto fondamentale d’impostazione della politica economica italiana: non compaiono mai gli impegni relativi alla battaglia contro i cambiamenti climatici. E i tagli per 700 milioni di euro alle voci di impegno ambientale nel decreto per abolire l’Ici – denunciano Legambiente e Wwf – aumentano il rischio sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi di Kyoto: potremmo pagare fino a 2,5 miliardi di euro all’anno per il periodo 2008 – 2012.

E non si tratta di una semplice distrazione terminologica. Come denunciano Legambiente e Wwf, nel Dpef è scomparso l’impegno necessario a recuperare il terreno finora perso. L’Italia si è impegnata a tagliare le emissioni serra del 6,5 per cento entro il 2012, rispetto ai livelli del 1990, e invece finora queste emissioni sono cresciute di circa il 12 per cento. Dunque, per evitare le sanzioni di Bruxelles, dovremmo organizzare una rincorsa disperata che ci consenta di riacciuffare l’obiettivo all’ultimo momento tagliando del 18 per cento le emissioni serra.

“Aumentare l’efficienza energetica e sviluppare le rinnovabili ci consentirebbe di raggiungere due risultati importanti”, ricorda il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati. “Si accelererebbe la capacità d’innovazione del sistema produttivo aumentando la concorrenzialità del sistema Italia. E nello stesso tempo si eviterebbero sanzioni che potrebbero costarci fino a 2,5 miliardi di euro all’anno per il periodo 2008 – 2012”.

Ma solo alcune voci degli stanziamenti previsti dal governo Prodi a favore delle rinnovabili e dell’efficienza restano in piedi. Con il decreto legge che ha portato all’abolizione dell’Ici sono stati sacrificati circa 700 milioni di investimenti in campo ambientale: una scelta che rischia di bloccare la crescita di settori chiave (dal trasporto su acqua e su ferro fino al rilancio dei centri storici) provocando una cascata di danni difficilmente quantificabile.

Ecco l’elenco delle voci tagliate: 77 milioni di euro per il potenziamento del trasporto via mare, 15 milioni per il trasporto ferroviario delle merci, 113 milioni per il trasporto pubblico locale, 30 milioni per l’ammodernamento della rete idrica nazionale, 162 milioni (in tre anni) per la ferrovia Roma – Pescara, 36 milioni per il trasporto urbano, 50 milioni per la diffusione della banda larga, 150 milioni per la riforestazione, 45 milioni per la demolizione degli ecomostri, 20 milioni (in tre anni) per le isole minori, 10 milioni per il recupero dei centri storici, 4 milioni per l’istituzione di aree marine protette, 12 milioni per il monitoraggio del rischio sismico, 3,5 milioni per interventi di difesa del suolo nei piccoli Comuni.

“Bisognerebbe fare della Robin Tax, la tassazione dei sovraprofitti delle imprese energetiche, uno strumento più efficace modulandolo sulle emissioni di anidride carbonica: chi inquina di più dovrebbe pagare di più”, propone Maria Grazia Midulla, responsabile delle campagne del Wwf. “I fondi così ottenuti potrebbero essere destinati al miglioramento dell’efficienza energetica e all’accesso ai servizi pubblici di trasporto per le classi meno abbienti”.

luglio 14, 2008 Posted by | Cambiamento climatico | , , , | Lascia un commento