ArturA – Arte & naturA

Sostenibilità: cambiare si può

Un architetto sostenibile a tua disposizione!

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Arredamento, risparmio energetico, scelta dei materiali… senza dimenticare l’estetica della tua casa?

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agosto 18, 2008 Posted by | architettura sostenibile, Casa "Verde" | , , , , , , | Lascia un commento

Video shock sulla macellazione dei conigli..

Un video-inchiesta piuttosto forte su come vengono uccisi i conigli nei macelli. In questo caso l’inchiesta è stata realizzata dall’associazione spagnola IgualdadAnimal nel sito www.mataderos.info 

La cosa che più inquieta è la “normalità” con cui vengono uccisi, in questo caso. i conigli!

Il video è piuttosto brutale…quindi siete avvisati!

agosto 14, 2008 Posted by | Alimentazione veg(etari)ana, ANIMALI | , , , | Lascia un commento

Un orto per il quartiere

di Francesco Paolo Pellegrino

La recessione, si sa, in questi ultimi anni ha colpito anche gli Stati Uniti.
Con l’aumento del prezzo delle materie prime e delle fonti energetiche si è avuto un rincaro notevole dei beni alimentari  di prima necessità, quali latte, ortaggi, verdure.
Ecco, quindi, ritornare un idea già attuata nel passato, soprattutto in tempo di guerra: le community gardens, cioè degli orti di quartiere condivisi e coltivati da più persone, anche di diversa origine etnica, collocati nei lotti abbandonati delle città. Continua a leggere

agosto 8, 2008 Posted by | ambiente ecologia, stili di vita | , , , | Lascia un commento

I-phone tutto quello che non ci dicono…

L’I-phone appena uscito sul mercato italiano, a dire la verità, sembra proprio un bel telefonino. Super tecnologico con una serie di funzioni che vanno da internet alle mappe interattive fino alla cara “vecchia” (ormai) telefonata! Una grafica strabiliante ed una linea di design molto seducente.

Il costo del cellulare non è alla portata di tutti…ma d’altra parte è una novità e sappiamo bene che all’inizio tutto è più caro. Però siamo proprio sicuri che sia tutto così “bello”?

A leggere l’articolo che vi segnaliamo sembra proprio di no… Tutto ovviamente è contestabile però avere maggiore consapevolezza di quello che facciamo è secondo noi sempre un motivo di crescita.

Giudicate voi…  (dal settimanale Vita del 15 luglio, http://www.vita.it)

È Il “gioiello” della Apple viene assemblato in una fabbrica-fortezza cinese. Dovesi lavora 60 ore per 75 dollari alla settimana. E anche sul resto della catena produttiva c’è mistero. La casa di Cupertino, incassa e tace… di Christian Benna (dal settimanale Vita del 15 luglio, http://www.vita.it)
IL MODELLO CHE NON TIENE PIÙ

Altro che video chiamate,surfate sul web e scaricaremusica sul telefonino. Ad iPhone City non c’è neppure il tempo per fare uno squillo a casa. Sgobbando 15 ore al dì, risultapersino complicato consumare i pasti decentemente e schiacciare in pace un pisolino in dormitorio, in compagnia di centinaia di persone. Tanto più che con i 50 dollari raggranellati in busta paga a fine mese ci vorrebbe quasi un anno di salario per mettersi in tasca l’ultimo gioiello di casa Apple. Abbonamento escluso, iTunes sigillato. Perché campano grosso modo così i 270mila abitanti-lavoratori di Longhua, fabbrica-fortezza nel cuore produttivo della Cina (a Shenzen) di proprietà della Hon Hai Precision Industry, multinazionale di Taiwan che vanta più di 20 insediamenti in tutto l’Oriente. Lì si sfornano le punte di diamante dell’elettronica di ultima generazione, designed by Apple, ma anche i pc di Dell, le Play Station della Sony le stampanti di Hewlett Packard, i cellulari di Motorola e Nokia. Più di mille guardie di sicurezza tengono lontani da occhi indiscreti il tesoro – quotato alla Borsa di Taiwan – di Terry Gou, il grande capo e fondatore della società, del valore di circa 40 miliardi di dollari di fatturato (10 in più di Apple), tutti esportati all’estero per la gioia – non sempre low cost – dei consumatori occidentali. A Longhua, Apple ha messo su la sua seconda casa: iPod e iPhone vengono prodotti e assemblati qui. Ultimo anello di una lunga catena, fatta di mille componenti, ancora impossibile
da ricostruire nel dettaglio. Ma tanto è bastato per far inghiottire la “Mela” dalla tentazione del profitto a tutti i costi, dal baco della violazione dei diritti umani. Nel 2006 la multinazionale di Cupertino è stata pizzicata per la prima volta. Un reporter britannico del Daily Mail è riuscito a intrufolarsi nella città e a farsi consegnare testimonianze di prima mano e fotografie sulle condizioni di igiene nei A dormitori e sul luogo di lavoro. Uno scandalo in prima pagina che ha subito fatto il giro del mondo.
Come era accaduto per Nike, dopo la scoperta di minori che cucivano le sue scarpe griffata in miseri capannoni cinesi, l’episodio ha acceso lo spirito di Social Responsability dei piani alti della multinazionale. Beccata in flagrante, l’immagine soft di Apple è finita in palese contraddizione con il «Think different» degli spot pacifisti con John Lennon e Gandhi. Gli investigatori spediti in fretta e furia da Cupertino hanno riscontrato le violazioni dei più elementari diritti umani, almeno per un terzo dei lavoratori l’attività superava le 60 ore settimanali. La paga effettiva era di 75 dollari, 25 in più rispetto alla denuncia del giornale inglese. Il motto del Codice di condotta per i fornitori è stato riscritto a lettere cubitali («Apple non tollera questo genere di comportamenti»), minacciando severi provvedimenti. L’audit annuale però ha cambiato poco o nulla. Perché a differenza di Nike, che si è sforzata di raccontare, sito per sito, che cosa succede sotto il tetto dei fornitori, la riconversione Apple resta appesa alle buone intenzioni. Di tracciabilità della supply
chain c’è poco o nulla, nero su bianco ci sono solo i risultati dei controlli su non specificati siti produttivi. Sul resto della filiera vige ancora un enorme mistero. L’improvvisa notorietà ha costretto però Terry Gou a fare un passo indietro. Da qualche mese, dopo l’ennesima incursione dei reporter (questa volta cinesi, subito messi alla sbarra con una richiesta di danni milionari), mr. Gou ha lasciato uno spiraglio aperto all’associazionismo sindacale. Ha poi incontrato la stampa internazionale, il Wall Street Journal, e ha mostrato i progressi del suo compound da 7 km quadrati, dove ora sono allestite anche strutture di svago (fitness, ristoranti, un ospedale). Il bilancio sociale della Hon Hanoi per ora è solo un’insegna luminosa sul sito. Ma di questo passo rischia di sorpassare Steve Jobs anche sulla Csr.

agosto 7, 2008 Posted by | ambiente ecologia, stili di vita | , , , | Lascia un commento

Lo sbadiglio umano contagia anche i cani!

Mi ero già accorto di qualcosa..ma adesso c’è la conferma della scienza!

LONDRA – Anche i cani vittime dello sbadiglio contagioso: lo dimostra una ricerca elaborata da un’equipe del Birkbeck College dell’Universita’ di Londra secondo cui i cani subiscono, per empatia, il contagio dello sbadiglio dell’uomo. La scoperta, resa nota dalla BBC, e’ stata pubblicata sulla rivista della Royal Society Biological Letters.

L’equipe coordinata da Atsushi Senju ha studiato in laboratorio il comportamento di 29 esemplari di razze diverse: 21 su 29 hanno risposto allo sbadiglio di una persona di fronte a loro. Gli scienziati hanno rilevato la reazione degli animali in due diversi intervalli di tempo di cinque minuti ciascuno: dopo averli chiamati per nome e carpito il loro sguardo e’ stato dato loro lo stimolo allo sbadiglio.

 “Abbiamo dato ai cani ogni tipo di stimolo, sia visivo che uditivo, per incitarli a sbadigliare”, ha dichiarato il dottor Senju alla Bbc. Nella seconda circostanza e’ stata seguita la stessa procedura, ma questa volta i ricercatori hanno semplicemente aperto e chiuso la bocca: in risposta i cani non hanno sbadigliato. “Una precauzione per accertarsi che i cani non stessero rispondendo ad una bocca aperta”, ha spiegato il Dott. Senju. La ricerca avvalora la tesi circa l’empatia naturale fra l’uomo e il suo migliore amico. Fino ad ora solo lo sbadiglio da contagio era stato rilevato solo fra gli esseri umani e i primati. Tuttavia i ricercatori non possono escludere che lo sbadiglio del cane sia generato, come quello umano, anche dallo stress della situazione.

(ansa 6/08/08)

agosto 7, 2008 Posted by | ANIMALI | , | Lascia un commento

Un cucciolo di tigre siberiana

E’ nata nello zoo di Berlino, e noi non amiamo gli zoo!! Però questo cucciolo di circa sei settimane del peso di cinque chili, è davvero carino!

agosto 7, 2008 Posted by | ANIMALI | , , | 1 commento