ArturA – Arte & naturA

Sostenibilità: cambiare si può

Monteverde, Roma o Napoli?

 

 

di Francesco Paolo Pellegrino

Stamattina mi reco alla fermata del tram numero otto di piazza S. Giovanni di Dio, zona Monteverde, e cosa vedo?
I giardinetti attigui alla fermata sono pieni di bottiglie, scarti alimentari, lattine, carte ed altri residui dell’umana civiltà dei consumi!
Stento a crederci, cerco di mettere meglio a fuoco la mia vista, per un attimo mi ritornano in mente le immagini della città di Napoli trasmesse in TV, con le strade del centro sommerse da enormi cumuli di rifiuti di ogni tipo….ma qui siamo a Roma, nella capitale d’Italia…non mi sembra possibile!
La cosa, però, è tristemente vera, Roma da un po’ di mesi sta diventando sempre più sciatta e sporca.
Cassonetti stracolmi, differenziata ai valori minimi in Italia, scarti e rifiuti per le strade, addirittura arredi abbandonati vicino ai raccoglitori dell’ immondizia!
La  raccolta differenziata completamente meccanizzata e gestita dalla municipalizzata AMA, che parafrasando la sigla non sembra AMAre Roma, lascia i marciapiedi vicino i cassonetti sporchi e non completamente sgombrati dai rifiuti.
A questo punto mi chiedo: non era meglio quell’omino che era arrampicato dietro il camion dei rifiuti e, scendendo al momento opportuno, ripuliva la zona circostante i cassonetti da bottiglie lattine ecc?
E inoltre aggiungo: il decoro , la pulizia e quant’altro non erano tra gli obiettivi primari della nuova giunta di centro destra ormai da mesi al governo della città?
Sarà, ma io passeggiando per la città eterna vedo sempre più proliferare discariche a cielo aperto!

Foto di Patty Pieri

luglio 31, 2008 Posted by | ambiente ecologia, Rifiuti | , , , , | Lascia un commento

Heather Yarrow e la bella addormentata di Londra

di Francesco Paolo Pellegrino

Una siepe può diventare una figura di donna immersa in un parco incantato? Per Heater Yarrow, eco artista londinese ed ecologista, pare proprio di si.

Infatti al Chelsea Flower Show di Londra, una esposizione di arte del giardinaggio nata nel 1862 e tenutasi di recente, la designer, coadiuvata anche dalla sua collega Marney Hall, ha presentato una scultura verde rappresentante una donna adagiata su di un prato.

Lo scopo dell’artista è stato quello di creare un esperienza sensoriale completa che cattura la vista, l’olfatto e la psiche trasportando il fruitore in una dimensione di “sogno” in cui ci si alleggerisce dello stress della metropoli e si respira ossigeno e profumo di fiori.

Ancora una volta l’arte diventa veicolo per stili di vita più sostenibili e messaggio di istanze ecologiste.

luglio 29, 2008 Posted by | ambiente ecologia, Arte | , , , , | Lascia un commento

Leo “leone vegetariano!”, premiato al Giffoni film festival 2008

La trentottesima edizione del Giffoni Film Festival, la rassegna cinematografica dedicata ai ragazzi, ha visto tra i vincitori The Story of Leo di Mario Cambi.

Il lungometraggio racconta la storia di Leo Azzannaossi, un leone vegetariano e per questo motivo emarginato dal branco, che aiuta Avoria, elefantessa regina, a crescere i suoi due figli, rimasti orfani di padre.
EVVIVA!

luglio 28, 2008 Posted by | Alimentazione veg(etari)ana, ANIMALI, Cinema | , , , , | Lascia un commento

Green Post: il progetto ecologico di Poste Italiane parte da Perugia

Poste Italiane a Perugia ha avviato la sperimentazione di un veicolo a quattro ruote, sia elettrico che ibrido, per la consegna della posta nel centro storico. I mezzi sono 57, per la durata sperimentale di 30 mesi, di produzione Ducati Energia, che dovrebbero pian piano sostituire i mezzi a due ruote. I nuovi veicoli innovativi, omologati per due persone, ma abbastanza piccoli (146 cm di lunghezza per 90 di larghezza) sono capaci di muoversi con agilità nelle città, a basso impatto ambientale per via della trazione elettrica ed ibrida, sono silenziosi e più sicuri, perché a quattro ruote, dei motorini normalmente usati. Hanno una autonomia di 50 chilometri con la trazione elettrica e di 300 con quella ibrida.Dopo Perugia la sperimentazione sarà fatta anche a Bruxelles ed a Budapest. Il veicolo è costruito dalla Ducati Energia Spa ed è la soluzione tecnologica di un progetto europeo denominato ”Green Post”, coordinato da Poste Italiane in collaborazione con il Comune e l’Università di Perugia. Del pool fanno parte anche PostEurop (associazione europea degli operatori postali pubblici), Legambiente, Ducati Energia, La Poste/De Post (operatore postale del Belgio), Magyar Posta (operatore postale dell’Ungheria) e l’Università di Rousse (Bulgaria). Il tutto, con l’adesione dell’ Agenzia europea per l’energia Ieea.

Ogni giorno, in tutta Italia, si muovono 28.000 motocicli per fornire un servizio pubblico. Con Green Post non solo si garantisce maggiore sicurezza ai dipendenti, ma si riducono le emissioni inquinanti in atmosfera e si abbatte l’impatto acustico.

luglio 23, 2008 Posted by | ambiente ecologia, stili di vita | , , | Lascia un commento

L’assurdo ritorno del commercio dell’avorio…

Fonte ANSA – GINEVRA – La Cina potrebbe ottenere l’autorizzazione internazionale ad importare avorio. Riunito a Ginevra, un comitato internazionale dovra’ infatti pronunciarsi sulla domanda in tal senso di Pechino. Ma per alcune organizzazioni non governative consentire alla Cina di importare avorio rischia di favorire l’uccisione di elefanti ed il traffico illegale d’avorio. In sessione fino a venerdi’ prossimo, il Comitato permanente della Convenzione internazionale sul commercio internazionale delle Specie di fauna e flora in via di estinzione (Cites) dovra’ inoltre pronunciarsi su temi quali gli allevamenti di tigre, il commercio di mogano e il bracconaggio di rinoceronti, precisa un comunicato.La Cites ha vietato il commercio internazionale di avorio nel 1989. Poi nel 1997, riconoscendo che alcune popolazioni di elefanti dell’Africa australe erano gestite in modo sano, ha autorizzato Botswana, Namibia e Zimbabwe a procedere ad un’unica vendita al Giappone di uno stock di 50 tonnellate d’avorio di zanne d’elefanti deceduti per cause naturali. Nel 2002, la Cites aveva accettato il principio di una nuova vendita ed in base ad accordo raggiunto nel 2007 Botswana, Namibia, Sudafrica e Zimbabwe sono stati autorizzati a vendere gli stock governativi d’avorio per un totale di 108 tonnelate.L’avorio non e’ ancora stato venduto, i Paesi hanno infatti preferito aspettare l’arrivo sul mercato della Cina. Le verifiche della Cites – afferma il comunicato – hanno stabilito che i controlli in Cina benche’ non perfetti hanno raggiunto gli standard richiesti dalla Cites per questa vendita d’avorio. La domanda della Cina ad importare avorio potrebbe quindi essere approvata dal comitato. La Cites e’ stata sottoscritta da 173 Paesi. Il Comitato permanente della Cites e’ composto da esperti governativi. (ANSA).
15/07/2008

luglio 15, 2008 Posted by | ambiente ecologia, ANIMALI | , , , , | Lascia un commento

“Kyoto sparisce dal Dpef. Rischio multe per 2,5 miliardi”

Nemmeno una citazione del “protocollo” sul riscaldamento globale
sul Documento di programmazione economica e finanziaria

di ANTONIO CIANCIULLO
dalla Repubblica del 10 luglio 2007

ROMA – Desaparecido. Non c’è traccia del protocollo di Kyoto nelle 56 pagine del Documento di programmazione economica. Le preoccupazioni legate al global warming che, sia pure con scarso successo, sono state al centro del G8 in Giappone vengono ignorate nell’atto fondamentale d’impostazione della politica economica italiana: non compaiono mai gli impegni relativi alla battaglia contro i cambiamenti climatici. E i tagli per 700 milioni di euro alle voci di impegno ambientale nel decreto per abolire l’Ici – denunciano Legambiente e Wwf – aumentano il rischio sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi di Kyoto: potremmo pagare fino a 2,5 miliardi di euro all’anno per il periodo 2008 – 2012.

E non si tratta di una semplice distrazione terminologica. Come denunciano Legambiente e Wwf, nel Dpef è scomparso l’impegno necessario a recuperare il terreno finora perso. L’Italia si è impegnata a tagliare le emissioni serra del 6,5 per cento entro il 2012, rispetto ai livelli del 1990, e invece finora queste emissioni sono cresciute di circa il 12 per cento. Dunque, per evitare le sanzioni di Bruxelles, dovremmo organizzare una rincorsa disperata che ci consenta di riacciuffare l’obiettivo all’ultimo momento tagliando del 18 per cento le emissioni serra.

“Aumentare l’efficienza energetica e sviluppare le rinnovabili ci consentirebbe di raggiungere due risultati importanti”, ricorda il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati. “Si accelererebbe la capacità d’innovazione del sistema produttivo aumentando la concorrenzialità del sistema Italia. E nello stesso tempo si eviterebbero sanzioni che potrebbero costarci fino a 2,5 miliardi di euro all’anno per il periodo 2008 – 2012”.

Ma solo alcune voci degli stanziamenti previsti dal governo Prodi a favore delle rinnovabili e dell’efficienza restano in piedi. Con il decreto legge che ha portato all’abolizione dell’Ici sono stati sacrificati circa 700 milioni di investimenti in campo ambientale: una scelta che rischia di bloccare la crescita di settori chiave (dal trasporto su acqua e su ferro fino al rilancio dei centri storici) provocando una cascata di danni difficilmente quantificabile.

Ecco l’elenco delle voci tagliate: 77 milioni di euro per il potenziamento del trasporto via mare, 15 milioni per il trasporto ferroviario delle merci, 113 milioni per il trasporto pubblico locale, 30 milioni per l’ammodernamento della rete idrica nazionale, 162 milioni (in tre anni) per la ferrovia Roma – Pescara, 36 milioni per il trasporto urbano, 50 milioni per la diffusione della banda larga, 150 milioni per la riforestazione, 45 milioni per la demolizione degli ecomostri, 20 milioni (in tre anni) per le isole minori, 10 milioni per il recupero dei centri storici, 4 milioni per l’istituzione di aree marine protette, 12 milioni per il monitoraggio del rischio sismico, 3,5 milioni per interventi di difesa del suolo nei piccoli Comuni.

“Bisognerebbe fare della Robin Tax, la tassazione dei sovraprofitti delle imprese energetiche, uno strumento più efficace modulandolo sulle emissioni di anidride carbonica: chi inquina di più dovrebbe pagare di più”, propone Maria Grazia Midulla, responsabile delle campagne del Wwf. “I fondi così ottenuti potrebbero essere destinati al miglioramento dell’efficienza energetica e all’accesso ai servizi pubblici di trasporto per le classi meno abbienti”.

luglio 14, 2008 Posted by | Cambiamento climatico | , , , | Lascia un commento

THE STORY OF STUFF with Annie Leonard

Un video divertente sulla storia delle cose, degli oggetti che usiamo continuamente e non ci chiediamo mai da dove vengano… Alcuni punti forse potrebbero essere discutibili ma in generale riesce ad arrivare al punto in modo semplice e diretto..che ne pensate?

luglio 11, 2008 Posted by | ambiente ecologia, stili di vita | , , , , , | 3 commenti

CASA DA ARTISTA

foto di Masao Yamamoto

dal corriere della sera (atcasa.corriere.it)

Tango è a nord di Kyoto, affacciato sul mare che separa il Giappone dalla Cina, ed è conosciuto per la stagione rigida, le grandi nevicate e la corrente fredda del suo mare.

Ma questa piccola città è nota soprattutto per la produzione del tessuto di seta, una fama che deriva dai tempi in cui Kyoto era la capitale, nonché la città più elegante del Giappone.Artista e tessitore di kimono,Tsutsumi vive qui ma è originario di Kyushu, un’isola a sud del Paese.

Ha studiato pittura a Tokyo e si è trasferito a Tango più di vent’anni fa, da studente universitario. Per tingere il tessuto bianco di seta (“chirimen”) con cui crea preziosi kimono, questo artista setaccia i boschi in cerca di foglie, cortecce e radici da cui estrae i pigmenti, poi tesse i fili su un vecchio telaio con l’aiuto della moglie Kaori. Tsutsumi e Kaori vivono in una casa di legno che un tempo era un dormitorio per le dipendenti femminili di un’industria tessile, risistemata da loro in un anno di intenso lavoro, utilizzando materiali di recupero.

Tsutsumi ama molto il senso del termine giapponese “mottainai”, traducibile come “perdere il vero carattere delle cose”. Una parola oggi usata soprattutto dagli anziani, quando si lamentano perché viene buttata la carta da imballaggio senza neanche riflettere sulla possibilità del suo riutilizzo.

«Nell’arco degli anni, soprattutto quando il Giappone ha iniziato a crescere economicamente, il senso di “mottainai” è stato frainteso e collegato ai concetti di povertà o di tirchieria. Il vero significato è rispettare la vita di ogni cosa, accompagnarla fino alla fine della sua esistenza finché scompaia la sua sostanza », spiega Tsutsumi, che applica anche alla sua arte questo prezioso insegnamento.

Quando i suoi kimono esauriscono l’uso di indumento, diventano copriletto, poi fodera di cuscino e infine straccio. Quando la trama è consunta, lui la disfa e ne riutilizza il filo per un nuovo tessuto.

Questa coppia di artisti-artigiani ama il luogo dove può sentire il messaggio della natura e ha un grande rispetto dei materiali che respirano, come il legno, la terra e la carta. «Siamo riusciti a organizzare uno spazio piccolo in maniera molto flessibile. Ci siamo ispirati alle case “machiya” (le tipiche abitazioni a schiera strette e lunghe della Kyoto del 1700) e abbiamo utilizzato i divisori tradizionali “shoji”», le porte scorrevoli con telaio di legno e ante di carta bianca traslucida.

luglio 11, 2008 Posted by | architettura sostenibile, Arte, Casa "Verde" | , , , | Lascia un commento