ArturA – Arte & naturA

Sostenibilità: cambiare si può

PRIMO MAGGIO, SOSTENIBILE!

chitarraverdeLa musica deve comunicare comportamenti responsabili e sostenibili”
di CRISTINA NADOTTI da REPUBBLICA.IT

Nel parco di Monserrato, teatro di tante proteste ecologiste, uno spettacolo alimentato esclusivamente da pannelli fotovoltaici

Un parco cittadino storico per le proteste ambientaliste, una regione che si sente minacciata dal ritorno delle centrali nucleari: in Sardegna la musica del Primo maggio sceglie l’energia pulita. Con un’inziativa che ha pochi precedenti in Italia e nessuno nell’isola, sono stati solo i pannelli fotovoltaici ad alimentare altoparlanti, mixer, strumenti e luci del palco sul quale, oggi a Sassari dalle 15 alle 18, si è tenuto il concerto per la Festa dei lavoratori, uno spettacolo che si è caricato di valori simbolici in un momento difficile per l’isola.
I sindacati valutano il tasso di disoccupazione intorno al 24 per cento, gli interventi del governo per le opere pubbliche hanno ignorato la Sardegna e anche il trasferimento del G8 da La Maddalena a L’Aquila ha lasciato l’amaro in bocca a chi sperava in un’occasione di rilancio economico. “Si è di fronte a un vero e proprio dramma sociale, che ha profonde e decisive ripercussioni su tutti gli aspetti della vita economica, sociale e istituzionale della Sardegna”, ha detto ieri il segretario regionale della Cisl, Mario Medde, nel parlare della situazione dell’isola. “Ecco perché le manifestazioni del Primo maggio non possono ridursi solo a una celebrazione, ma devono servire a proporre idee e soluzioni”, hanno commentato gli organizzatori del concerto a energia pulita.

“Il concerto ha voluto dimostrare che eventi di solito ‘grandi consumatori’ di energia possano essere realizzati con il minimo impatto per l’ambiente – spiega Gianluigi Dettori, direttore artistico e promotore della manifestazione – il linguaggio musicale, soprattutto in occasioni come questa del Primo maggio, deve diventare un mezzo per comunicare comportamenti responsabili e sostenibili. Sassari e la Sardegna, a dispetto della loro marginalità geografica, hanno una vivacità culturale ed artistica che le caratterizza come luogo di sperimentazione: il concerto è servito come esempio di utilizzo e promozione delle energie rinnovabili in campo artistico-culturale”.

“I pannelli fotovoltaici non sono serviti soltanto ad alimentare il concerto – sottolinea Dettori – ma sono stati protagonisti sul palco insieme agli artisti. Non hanno fornito soltanto alimentazione elettrica, sono stati catalizzatori e propulsori per pensare in modo diverso, anche nel fare musica”.

Sassari non ha smentito la sua fama di città curiosa: fin dall’ora di pranzo la gente ha affollato il parco, concedendosi un pic nic prima di assistere al concerto. In una giornata di sole splendente, la manifestazione di Monserrato è riuscita a battere anche la concorrenza delle spiagge e la tradizione per la quale proprio il Primo maggio si inaugura la stagione dei bagni. C’era tanta gente sotto il palco, su cui spiccavano i pannelli solari, circa trecento persone di tutte le età che con la loro presenza hanno confermato anche l’importanza della cornice dell’evento.

Il luogo scelto per il concerto ha infatti una storia in fatto di battaglie per l’ambiente. Il Parco di Monserrato è una delle poche aree verdi di Sassari, una tenuta di grande valore naturalistico e architettonico per la varietà di piante e per gli stili degli edifici che ospita. Dal secondo Dopoguerra fino agli anni Novanta, quando si cominciò a parlare del suo restauro, il parco fu lasciato in stato di semiabbandono, ma fu teatro, specie negli anni ’70, di battaglie per la sua apertura ai cittadini.

“Il concerto è stato completamente alimentato da pannelli fotovoltaici di ultima generazione ad emissione zero – spiega Dettori – non possiamo fregiarci, per questa prima edizione, dell’etichetta di concerto a totale impatto zero, ma di fatto le emissioni provenienti dai camion per il trasporto degli strumenti sono state azzerate dall’energia pulita che abbiamo regalato alla rete cittadina. I pannelli hanno prodotto infatti più di quanto abbiamo consumato”.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Libera X, è iniziata alle 15 e ha visto l’esibizione di tre gruppi di generi diversi, accompagnati da una serie di letture sui temi dello sviluppo sostenibile. Ad aprire il concerto sono stati gli A 58, formazione elettro-jazz-rock progressive o, come si autodefiniscono ‘progetto di musica elettronica soggetto a continui cambiamenti, mutamenti di forma e sostanza!’. Il gruppo è un riuscito incontro tra sonorità dell’area progressive, suggestioni tra Kraftwerk e Portishead e richiami trip-hop. Poi è stata la volta del pugliese Sandro Corsi, vero “one man band” del blues italiano, che ha presentato il suo ultimo lavoro “Rolling my Life”, viaggio musicale lungo la vita e le emozioni con voce, slide guitar, armonica, banjo e percussioni. Corsi è anche autore delle musiche del film ‘Focaccia Blues’ diretto da Nico Cirasola con Dante Marmone, Renzo Arbore e di Lino Banfi uscito nelle sale in questi giorni. Per chiudere jazz e improvvisazione free, filo conduttore delle musiche del quartetto Favata-Peghin-Dettori-Baldinu. Il sassofonista Enzo Favata, uno tra i più attivi e conosciuti musicisti sardi nel panorama italiano e internazionale, con il chitarrista eclettico Marcello Peghin, il bassista free-funky Gianluigi Dettori e il batterista d’avanguardia Antonio Baldinu ha dato vita a un progetto musicale che si è spinto nei territori della sperimentazione. Le musiche di diversa provenienza geografica e le esperienze artistiche dei quattro musicisti sardi si sono incontrate in un affresco sonoro contemporaneo.

(1 maggio 2009) FONTE: Repubblica.it

maggio 2, 2009 Posted by | ambiente ecologia, Cultura | | Lascia un commento