Energie Rinnovabili: per saperne di più
di Francesco Paolo Pellegrino
Dal primo luglio 2007 c’è stata la liberalizzazione del mercato italiano dell’energia elettrica, cioè si è data la possibilità ai cittadini di stipulare un contratto con un operatore diverso da quello solito e a condizioni più convenienti.
Certo il passo è stato importante ed in linea con le indicazioni dell’Unione Europea che vede nelle fonti di energia rinnovabile il solo modo per ridurre le notevoli emissioni di anidride carbonica tutt’oggi presenti nell’ambiente
In effetti già con il trattato di Kyoto si è sottolineata la necessità di porre rimedio all’eccessivo inquinamento atmosferico, indicando nel 20% la soglia di riduzione di CO2 per l’Italia, limite da raggiungere entro il 2020.
Il problema per il cittadino-consumatore è però quello di capire quale è l’offerta più conveniente, quale il fornitore più “sostenibile”.
Enel, ad esempio, con l’offerta Energia pura, blocca per due anni il prezzo dell’elettricità e ne garantisce la provenienza da fonti rinnovabili, quindi sino al 2010 il costo della bolletta non aumenta.
Alcuni pacchetti, sempre di Enel, legano, però, il prezzo dell’energia all’orario di fruizione della stessa, cioè se utilizzo energia dalle 19.00 alle 8.00 del mattino un kwh costa 8,7 centesimi, mentre per le ore del giorno costa 13,3 centesimi.
ECO Emmepie Sicura XL è, invece, uno dei nuovi produttori che si sono affacciati sul mercato; la sua offerta è quella di bloccare il prezzo per due anni e di far pagare un kwh 10,25 centesimi.
Edison propone uno sconto del 20% se si sottoscrive un contratto entro la fine dell’anno, ed inoltre si rivolge con delle vantaggiose offerte anche al mercato delle cosiddette partite IVA, cioè professionisti e piccole aziende sempre più sensibili verso le tematiche ambientali.
Bisogna anche dire che le famiglie che hanno scelto fin ora un pacchetto verde sono appena 1% dei consumatori, secondo quanto affermano alcune stime, quindi una netta minoranza.
Se il trend però aumentasse, come del resto è auspicabile, il mercato elettrico nazionale potrebbe non essere pronto a far fronte alle aumentate richieste, a causa anche dei costi più alti delle rinnovabili.
Bisogna ,quindi, rivoluzionare il modo di pensare e calcolare, oltre che i costi industriali, anche quelli ambientali.
In poche parole è vero che un kwh di energia prodotta col petrolio, con il carbone o col gas naturale costa nettamente di meno, ma è anche vero che quel kwh è molto più nocivo per l’ambiente e, quindi, per la nostra salute, con ricadute sulla collettività anche in termini di spese mediche.
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Negli ultimi decenni si è capito a vari livelli che le risorse del pianeta Terra non sono da ritenersi illimitate, ma sempre più scarse e preziose.



